Turbolenza di scia

La turbolenza di scia è la turbolenza generata dallo stesso paramotore o parapendio durante il suo volo.

A provocare corposi e persistenti vortici turbolenti non é, come si può pensare, l’elica del motore. La scia dell’elica é infatti molto concentrata e si disperde subito. E’ difficile risentire dei suoi effetti se non volando molto vicino a un altro Paramotore.

E’ molto più probabile incappare nei vortici prodotti dall’ala stessa, che si creano partendo dalle estremità muovendo leggermente verso l’esterno e verso il basso, aumentando di dimensione e coinvolgendo grossi volumi d’aria.

Immaginiamo la scia del parapendio come quella lasciata in acqua da un battello. Questa scia turbolenta si avverte sotto forma di “botta secca” di breve durata, sovente su una sola sezione dell’ala, e di norma senza particolari conseguenze.

Bisogna fare attenzione alla persistenza di questi vortici, che in aria calma possono continuare a girare su sè stessi per 30-40”. E’ facile quindi, incappare nella propria scia, in special modo col parapendio che é capace di virare anche molto stretto.

Col motore al minimo o durante un volo libero l’eventualità non si presenta in quanto ovviamente si scende sempre rispetto alla massa d’aria circostante; in volo livellato invece, é opportuno non chiudere dei giri completi, se non salendo o scendendo almeno un po’, stare in guardia e tenere bene a mente le traiettorie appena descritte e la deriva del vento per evitare per quanto possibile questo fenomeno che può risultare parecchio fastidioso specialmente quando ci troviamo in un assetto già di per sè delicato (come, ad esempio, uscendo da una virata stretta con conseguente cabrata e perdita di velocità), oppure quando si vola vicinissimo al terreno.

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