Prestazioni

Le prestazioni di un simile mezzo sono, ovviamente, piuttosto limitate: le velocità caratteristiche di volo vanno da un minimo di 20 km/h a un massimo a pedalina premuta tra i 40 e i 60 km/h a seconda delle vele.

Molto più interessante però, é il dato della velocità di trim, quella alla quale si vola senza interventi del pilota insomma, e che solitamente rappresenta il miglior compromesso tra velocità, stabilità e consumi. Questa velocità varia dai 30 ai 50 km/h circa a seconda delle ali impiegate e del carico alare, nonché dal settaggio dei trim, se presenti. Considerato che i consumi sono nell’ordine dei tre litri/ora, per un picco di cinque con i motori più potenti ed assetati, e che l’autonomia va da un minimo di un’ora e mezza fino alle quattro ore con i serbatoi più capienti, avremo un raggio d’azione minimo di 45 km ed uno massimo di 160, nell’ipotesi di un volo livellato in assenza di vento.

Il rateo di salita a tutto gas, a livello del mare, é compreso tra un minimo di uno e un massimo di tre m/s; la tangenza pratica si colloca fra i 2000 e i 4000 metri. Il tasso di caduta minimo a motore spento si avvicina al metro al secondo, il che congiuntamente ad un raggio di virata degno di un aeromodello, fa sì che sfruttare le ascendenze sia particolarmente facile.

I limiti di un velivolo con un inviluppo di volo così ristretto sono facilmente individuabili, e si possono indicare sostanzialmente in condizioni aerologiche tranquille, le stesse consigliabili per un deltaplano di grande superficie, con in più il vantaggio che col paramotore si decolla e si atterra sempre controvento, non c’é necessità infatti di seguire una pista con un dato orientamento. I parapendio impiegati poi, sono nati in origine per volare in montagna in termica con condizioni a volte molto forti, e spesso i limiti sono più del pilota, che non del mezzo. Esistono, per esempio, tutta una serie di manovre “evasive”, di discesa rapida, che possono riportarci a terra in brevissimo tempo in caso di degenerazione meteo: le “orecchie”, lo “stallo di B”, la spirale. Si può facilmente installare, inoltre, il paracadute di soccorso, dello stesso tipo utilizzato in volo libero, che si aziona manualmente o con i sistemi di espulsione pneumatica di Giordano Comelli. Non bisogna dimenticare infine, l’enorme vantaggio e la tranquillità psicologica di poter volare senza temere le piantate motore.

Per inciso, il paramotore é una specialità del VDS a motore, ed a tutti gli effetti considerato un ultraleggero (questo sì, veramente ultraleggero!). Anche se, a prima vista, piuttosto facile ed intuitivo nell’utilizzo, é assolutamente da escludersi la possibilità di imparare ad usarlo da soli, anche se avete accumulato migliaia di ore su altri mezzi volanti. Ci tengo a sottolinearlo perché c’é già chi ci ha provato, ed ha rimediato qualche bel capitombolo!

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