Cos’è

Il parapendio a motore (paramotore) è un velivolo  composto da un parapendio dotato di un motore che ne consente il decollo in pianura. Nato alla fine degli anni ottanta. è oggi il mezzo volante più economico e pratico esistente attualmente, e permette di viaggiare ad una velocità compresa tra 20 e 65 km/h. E’ in grado di decollare ed atterrare in spazi molto limitati.

Il pilotaggio è simile a quello del parapendio da volo libero ma il motore permette di effettuare voli radenti e di riprendere quota indipendentemente dalle correnti termiche ascensionali.

Il motore, con cilindrate da 80 a 250 cc, insieme all’elica propulsiva è alloggiato su un telaio che il pilota si carica sulle spalle con un apposito zaino del perso di 18-30 kg. La vela è collegata con due moschettoni e delle bretelle al telaio, e durante il volo sorregge l’intero perso del motore.

La diffusione massima si ha negli Stati Uniti, in Francia e Spagna. L’Italia si distingue però per essere leader mondiale nella sua produzione.

“Para… cosa?”

Il paramotore è velivolo che permette di decollare da una pianura, non necessita di una pista o di un aeroporto e grazie alla sua elevata manovrabilità permette di atterrare in piccolissimi spazi.

E’ composto da una vela di parapendio e da un motore ausiliario montato sulle spalle del pilota.

Raggiunge velocità massime di 60-70 Km/h, e può viaggiare ad una minima velocità di 20 Km/h. Le sue minime velocità di atterraggio e di decollo sono una garanzia di sicurezza e di facilità d’uso.

Il trasporto e’ facile perché il parapendio si piega come un normale paracadute e si racchiude in uno zaino.Il paramotore vero e proprio si può smontare e collocare in una borsa di medie dimensioni per poterlo comodamente portare in aereo o in auto.

E’ un mezzo alla portata di tutti, dai 16 anni in poi, e non richiede particolare prestanza fisica.
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Per spiegare ai profani che cosa sia e quali cose si possano fare col paramotore, ritengo sia opportuno, prima di tutto, accennare proprio alle cose che si possono fare, con questo particolarissimo attrezzo. Ebbene, immaginate un week-end al mare con la famiglia e, a pomeriggio inoltrato, quando la brezza di mare cala un poco, lasciate moglie e figli (finalmente!) a crogiolarsi al sole, e trovate un bel pratone libero da ostacoli prospicente la spiaggia. Quindi sfoderate il vostro mezzo che avevate saggiamente riposto nel baule dell’auto, preparate la vela, e decollate per un tranquillo voletto a sfiorare il bagnasciuga, mezz’oretta all’andata e mezz’oretta al ritorno, guadagnando un poco di quota solamente per scavalcare i porticcioli, non dimenticando di salutare le belle ragazze in topless…

Non male come idea, giusto? Allora sentite questa: é domenica mattina, mentre la solita famigliola dorme ancora, voi vi alzate all’alba e saltate sull’auto, diretti in collina, in compagnia di amici. Arrivati sul luogo prescelto (non deve nemmeno essere in piano), preparate l’attrezzatura e decollate insieme per una scalata: una scalata in volo. Dopo un’oretta, vi ritrovate a duemila metri su di una inaccessibile vetta rocciosa nel cuore dell’appennino, l’aria é fresca e profuma di abeti. Spegnete il motore, e proseguite il volo planando tra boschi e pascoli, giocando con le prime ed innocue bolle termiche della giornata… senza strumenti, senza una meta. Che ve ne pare? Se é vero, infatti, che il paramotore non é solo “lo scooter del cielo”, un mezzo semplicissimo con cui giocare, é altresì vero che é proprio nel gioco che questo attrezzo trova la sua dimensione più affascinante e particolare, aspetto che lo differenzia e contraddistingue dagli altri sport aerei motorizzati.

Se é vero che record di altitudine (5914 m), di distanza (711 km) e lunghi viaggi (dall’Inghilterra al sud della Francia, dalla Francia al Marocco, “coast to coast” negli States, tanto per fare degli esempi), sono stati felicemente portati a compimento da bravi piloti di tutto il mondo, é altresì vero che nessun altro mezzo vi regala l’emozione straordinaria di volare a trenta km/h nel letto di un fiume, in totale contatto con l’aria, in economia ed in completa sicurezza… E senza nessun impegno logistico.

Da “Aviazione Sportiva”, aprile 2006 – Davide Tamagnini

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