Nuovo parapendio elettrico a turbina

Creativity. Tecnology. Innovation.
L’uomo è un animale creativo.
La tecnologia evolve in continuazione.
Vi sono persone ed aziende davvero innovative.

Ecco quindi apparire sulla scena del paragliding a new concept. Un paramotore elettrico.

Certo per ora solo 5 minuti di autonomia a piena potenza e 25 Kg di spinta. Ma se a breve si prevede un’autonomia di 15 minuti e 40Kg di spinta forse un futuro c’è.

Scoprilo su http://www.dreamscience-propulsion.co.uk/pages/thrusters.html

Campionati italiani di paramotore 2012

Nei giorni 28-29 e 30 aprile a Filo D’ Argenta (Fe) si svolgeranno i campionati italiani di paramotore.

Il campionato, indetto su mandato dell’Aero Club d’Italia, è organizzato dall’Aeroclub “La Vestina” (campo volo “ALI FILANTI”, via 8 settembre 1944 Filo (Fe), tel. 3472379196 Coordinate N 44° 585759′ E 11° 924581’).

Documentazione
Possono partecipare tutti i Paramotorista con cittadinanza italiana in regola con la documentazione ufficiale, cioè:
– documento di riconoscimento;
– attestato VDS;
– tessera FAI;
– assicurazione

Regolamento
Il regolamento generale sarà lo stesso del 2011 e verrà pubblicato sul sito A.P.I.

Programma
sabato 28 aprile
iscrizioni/controllo mezzi/punzonatura e foto dalle 09.00 alle 12.00
briefing gara dalle 12.15 alle 13.00
apertura task dalle 13.30 alle 14.30

Prove
Le prove comprendono: navigazione, economia e precisione.

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Quando scendi a terra vorresti già riessere in volo

(foto copyright Michele Moro)

Calendario gare paramotore 2012

Calendario gare Paramotore
Anno 2012

Denominazione gara Periodo Località Durata Ente organizzatore

Coppa Italia 17/18 marzo Loreto 2 gg. A.P.I.
Coppa Italia 24/25 marzo A.P.I.
Coppa Italia 14/15 aprile Filo D’Argenta 2 gg. A.P.I.
Coppa Italia 21/22 aprile A.P.I.
Campionato Italiano 28/30 aprile Carpi 4 gg. Vestina
Campionato Italiano 4/5/6 maggio 3 gg.
Campionato Francese 27/5 1/6 Francia FFPLUM
Coppa Italia 23/24 giugno Suzzara 2 gg. A.P.I.
Coppa Italia 30/6 – 1/7 A.P.I.
Coppa Italia 21/22 luglio Vo’ 2 gg. A.P.I.
Coppa Italia 28/29 luglio A.P.I.
PWC Spagna 25-31 agosto Spagna 7 gg. RFAE

Fonte: paramotorapi.it

Turbolenza di scia

La turbolenza di scia è la turbolenza generata dallo stesso paramotore o parapendio durante il suo volo.

A provocare corposi e persistenti vortici turbolenti non é, come si può pensare, l’elica del motore. La scia dell’elica é infatti molto concentrata e si disperde subito. E’ difficile risentire dei suoi effetti se non volando molto vicino a un altro Paramotore.

E’ molto più probabile incappare nei vortici prodotti dall’ala stessa, che si creano partendo dalle estremità muovendo leggermente verso l’esterno e verso il basso, aumentando di dimensione e coinvolgendo grossi volumi d’aria.

Immaginiamo la scia del parapendio come quella lasciata in acqua da un battello. Questa scia turbolenta si avverte sotto forma di “botta secca” di breve durata, sovente su una sola sezione dell’ala, e di norma senza particolari conseguenze.

Bisogna fare attenzione alla persistenza di questi vortici, che in aria calma possono continuare a girare su sè stessi per 30-40”. E’ facile quindi, incappare nella propria scia, in special modo col parapendio che é capace di virare anche molto stretto.

Col motore al minimo o durante un volo libero l’eventualità non si presenta in quanto ovviamente si scende sempre rispetto alla massa d’aria circostante; in volo livellato invece, é opportuno non chiudere dei giri completi, se non salendo o scendendo almeno un po’, stare in guardia e tenere bene a mente le traiettorie appena descritte e la deriva del vento per evitare per quanto possibile questo fenomeno che può risultare parecchio fastidioso specialmente quando ci troviamo in un assetto già di per sè delicato (come, ad esempio, uscendo da una virata stretta con conseguente cabrata e perdita di velocità), oppure quando si vola vicinissimo al terreno.

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Vivere il territorio in simbiosi

Sono le quattro del pomeriggio di una tranquilla domenica autunnale. L’aria è tiepida e quieta. La vela è già stesa al suolo, pronta per il decollo. Mentre indosso la tuta, una coppia di giovani caprioli balza fuori da una macchia di querciole accanto a me, e si avvia guardinga lungo il prato limitrofo. Rimango immobile. Il maschio ad un tratto mi vede e si blocca, i muscoli tesi pronti a scattare. Per attimi interminabili ci fissiamo negli occhi, studiandoci a vicenda a pochi metri di distanza.
All’improvviso il quadrupede emette un acuto bramito, e si invola come un fulmine lungo il pendio erboso, seguito dalla femmina. In breve scompaiono a grandi balzi nella vegetazione che costeggia il laghetto in fondovalle.

Sorrido e continuo la vestizione, avvio il motore e mi preparo al decollo con ancora quei miti occhi scuri nella mente. In volo ripercorro le creste della valle, giocando con le deboli ascendenze tipiche della stagione e dell’orario, osservando da vicino boschi, casolari, radure e rupi solitarie, in compagnia delle rondini che fra poco partiranno verso sud. Il mio animo si colma di colori caldi, di scorci suggestivi che emergono dalla foschia scaldando il cuore.

Esperienze come questa sono possibili grazie al volo in paramotore, che porta a vivere la natura e il territorio dall’interno, in simbiosi con le brezze di valle e le correnti termiche e dinamiche, assaporando i colori e i profumi rurali che il nostro meraviglioso paese riesce ancora a regalarci, a pochi passi dalle città.

Volare in aereo è bellissimo, una esperienza di grandi spazi, di velocità, di controllo di una macchina straordinaria che moltiplica all’ennesima potenza le possibilità umane; il volo in paramotore è differente, non meno emozionante ma più intimo, raccolto, immerso nel paesaggio e nel suo respiro. La praticità e l’economia di esercizio sono facilmente intuibili ma, a parte questo, che sensazioni regala e quali possibilità offre il volo con il parapendio motorizzato?
Avete mai vissuto l’emozione di sorvolare una stalla di campagna, una sera d’estate, e di avvertirne chiaramente il calore, sul viso e sulle mani, sulla vela, l’odore acre che riporta alla mente le cose vere della terra, il lavoro umano e il fiato delle bestie? O il privilegio di decollare correndo con le vostre gambe, magari da un campo innevato, affondando faticosamente nella neve fino a quando i vostri piedi la sfioreranno appena, segno inequivocabile che il prodigio sta per ripetersi?

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Tratto da Aviazione Sportiva – n.96